Concerti

Les nuits d'été - Marco Ottaviani, Pianoforte

Info

  • Data
  • martedì 15 luglio 2025
  • Luogo e orario
  • Chiesa di San Francesco
    Via S. Francesco D'Assisi, Fano


    Ore 21.30

  • Programma
  • F. J. Haydn
    Sonata ob.34/16


    F. Liszt/ A. Volodos
    Ballata in si minore n.2


    B. Bartók
    Selezione di bagatelle


    S. V. Rachmaninov
    Variazioni su un tema di Corelli

  • Partner
  • Comune di Fano - Assessorato alla Cultura e Beni culturali - Biblioteche

  • Biglietti
  • Online 

    vivaticket.it


    Teatro della Fortuna, Fano

    il giorno dello spettacolo dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 17:30 alle 19:30

    (tel. 0721 800750 - botteghino@teatrodellafortuna.it)


    Alla Chiesa di San Francesco a Fano da un’ora prima dello spettacolo.

“Per clavicembalo o pianoforte”, è questa la dicitura che appare per la prima volta sul frontespizio di un ciclo di Sonate pubblicate a Londra nel 1778 da Beardmore e Birchall. L’autore è Franz Joseph Haydn, considerato oggi il padre della Sonata pianistica, eppure nel 1778 quella dicitura sembrava più dettata da ragioni editoriali che non da scelte stilistiche. Soltanto dieci anni più tardi il compositore austriaco comprerà il suo primo fortepiano. A quell'epoca, a cui appartiene la Sonata in Re Maggiore, le Sonate nascevano ancora principalmente come piacevoli brani di intrattenimento, i cui destinatari erano idealmente le migliaia di tastieristi dilettanti della nobiltà e della ricca borghesia europee, e il cui luogo deputato erano i salotti e non i teatri e le ampie sale dei concerti in abbonamento.

Teatri e sale da concerto erano invece i luoghi deputati ai grandi compositori-interpreti virtuosi, categoria a cui Haydn non appartenne mai. Piuttosto Mozart, il giovane Beethoven, Paganini, Franz Liszt. Fu probabilmente l’incontro con una donna, la principessa Carolyne von Sayn-Wittgenstein, a convincere quest’ultimo ad allontanarsi dal mondo sfavillante e distruttivo delle tournée concertistiche, accettando nel 1848 l’incarico di Maestro di Cappella a Weimar. Abbandonare la vita nomade tra le più dinamiche capitali europee per stabilirsi nella quiete di una cittadina di provincia fu per Liszt e la principessavon Sayn-Wittgenstein una scelta sostenibile solo perché motivata da un profondo ideale. A Weimar, con l’appoggio del Granducato, desideravano dar vita a un modello culturale alternativo: un’arte di Stato svincolata dalle logiche commerciali dello spettacolo, capace di attrarre i migliori talenti dell’epoca e di incarnare quella “musica del futuro” di cui già parlava Wagner. In questo clima di fermento culturale nasce la Seconda Ballata, ispirandosi al mito classico di Ero e Leandro. Il giovane Leandro raggiungeva a nuoto tutte le notti la sua amata Ero, sacerdotessa di Afrodite, che teneva accesa una lampada per orientarlo; in una notte di tempesta il lume si spense e Leandro morì annegato. Il corpo senza vita dell'amato, riemerso la mattina seguente sulla riva, indusse la sacerdotessa ad uccidersi, lanciandosi da una torre.

Di tutt’altro registro sono le Bagatelle del conterraneo Béla Bartók. Composte nel 1908, segnano la svolta del compositore verso un linguaggio moderno, secco, antiretorico. Brevi ma intensamente evocative, le Bagatelle fondono le ricerche etnomusicologiche sulla musica popolare allo sperimentalismo timbrico prettamente novecentesco, con uno stile che alterna aforismi, ironia e rarefazione. Bartók riscrive il gesto pianistico in chiave percussiva, con una precisione quasi chirurgica nel controllo del suono e della forma.

Il concerto si conclude con le Variazioni su un tema di Corelli di Sergej Rachmaninov, erede della grande tradizione del pianista-compositore ottocentesco incarnata da Liszt. Composte nel 1931 su un antico tema portoghese, La Folia, le venti variazioni sorprendono per un nuovo interesse nell’essenzialità del linguaggio. Lontane dal pathos dei suoi celebri concerti, queste pagine rivelano una scrittura più asciutta e introspettiva, meno incline alla spettacolarizzazione del gesto acrobatico a cui aveva precedentemente abituato il pubblico. Lo stesso compositore, che le eseguì nell'ottobre 1931 a Montreal per la prima volta, abituato a captare immediatamente gli umori del pubblico e accortosi del nervosismo della sala si vide costretto a praticarvi dei tagli improvvisati. Anche nelle esecuzioni successive Rachmaninov presentò di queste Variazioni solo degli estratti senza mai riuscire a suonarle integralmente. Oggi l’opera è considerata tra le più raffinate del suo catalogo pianistico.

Michele Fontana