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- Les nuits d'été - Polina Anikina (mezzosoprano) e Carolina Benedettini (pianoforte)
Concerti
Les nuits d'été - Polina Anikina (mezzosoprano) e Carolina Benedettini (pianoforte)
Info
- Data
- venerdì 29 agosto 2025
- Luogo e orario
Chiesa di San Francesco
Via S. Francesco D'Assisi, Fano
Ore 21.30
- Le artiste
Polina Anikina
mezzosoprano
Leggi la biografia completa
Carolina Benedettini
pianoforte
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- Programma
R. Strauss - Allerseelen (Giorno dei morti) Op. 10 n. 8
J. Brahms - Von ewiger Liebe (Dell’eterno amore) Op. 43 n. 1
G. Mahler - Ich bin der welt abhanden gekommen (Sono ormai perduto al mondo) da “Rückert-Lieder”
R. Strauss - Morgen (Domani) Op. 27 n. 4
R. Strauss - Klavierstücke op. 3 n. 1 (pianoforte solo)
N. Rimskij-Korsakoff - Sui campi gialli cala il silenzio - На Нивы желтые нисходит тишина
S. Rachmaninov - Qui tutto bene - 3десь хорошо
S. Rachmaninov - Sogno - Cон
P. I. Tchaikovsky - Il giorno regna sovrano - День ли царит
INTERVALLO
P. I. Tchaikovsky "Evghenij Onegin" - aria di Olga
J. Massenet "Werther" - aria di Charlotte - Va! Laisse couler mes larmes
C. Saint-Saëns "Samson et Dalila" - aria di Dalila - Mon coeur s'ouvre a ta voix
G. Rossini - Une caresse à ma femme dai Péchés de Vieillesse (pianoforte solo)
G. Rossini "L'italiana in Algeri" - aria di Isabella - Cruda sorte
G. Bizet "Carmen" - Seguidilla; Habanera
- Partner
Comune di Fano - Assessorato alla Cultura e Beni culturali - Biblioteche
- Info
info@wunderkammerorchestra.com
Cell. +39 366 6094910Teatro della Fortuna, Fano (tel. 0721 800750)
- Biglietti
Online vivaticket.com
Teatro della Fortuna, Fano
il giorno dello spettacolo dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 17:30 alle 19:30
(tel. 0721 800750 - botteghino@teatrodellafortuna.it)
Alla Chiesa di San Francesco a Fano da un’ora prima dello spettacolo.
Il programma proposto dal mezzosoprano Polina Anikina e dalla pianista Carolina Benedettini si caratterizza per il particolare valore culturale ed estetico: infatti, se l’articolazione dei brani proposti segnala da un lato le straordinarie doti di due giovani artiste assai apprezzate e già in carriera, d’altro lato fa emergere il gusto raffinato di scelte che non si limitano ai brani (peraltro non proprio scontati) tratti da capolavori indiscussi dell’opera lirica come Carmen, Evgenij Onegin, Werther, L’italiana in Algeri e Samson et Dalila. Nella prima parte si concentra infatti una bellissima quanto poco consueta selezione di Lieder tedeschi e di arie da camera russe del periodo tardo romantico.
Di Richard Strauss (1864-1949) Allerseelen (ossia Giorno dei morti) del 1885, su testo poetico di Hermann von Gilm (1812-1864), brano che coniuga la ricorrenza dei defunti con l’invocazione nostalgica di un amore forse perduto, sbocciato in un mese di maggio, un amore primaverile del quale si avverte il profumo struggente nella melodia straussiana e nelle armonie che il grande musicista bavarese affida al pianoforte. Sempre di Strauss Morgen (Domani) del 1894, famosissimo Lied su testo di John Henry Mackay, poeta di origine scozzese ma cresciuto in Germania. Si tratta del più noto e squisito dei quattro Lieder Op. 27, regalo di nozze di Strauss per la moglie Pauline, caratterizzato da un intenso afflato romantico e un delicato ottimismo verso un domani foriero di intima e silenziosa felicità, ammantata di sole e dallo sciabordio dolce delle onde del mare.
Sempre di R. Strauss Carolina Benedettini propone uno dei brani composti in età giovanile dal musicista tedesco: il primo dei Fünf Klavierstücke (Cinque pezzi per pianoforte) op. 3 per pianoforte solo.
Tra i due Lieder straussiani abbiamo uno dei più celebri e ispirati Lieder di Brahms (1833 -1897): Von ewiger Liebe(ossia Dell’eterno amore), musicato nel 1864 su testo di Joseph Wenzig (1807 -1876), impregnato dal forte, fresco e spontaneo lirismo e da un’intima e profonda passionalità. È un canto d'amore che inizia in tono malinconico per poi accendersi di accenti drammatici e concludersi con tensione progressiva in una solenne dichiarazione di fede e d'amore.
Quindi, di G. Mahler (1860 -1911) Ich bin der Welt abhanden gekommen (Sono ormai perduto al mondo) dai Rückert-Lieder musicati nel 1901-1902 su testi del poeta Friedrich Rückert (1788-1866) e caratterizzati dall’inquietudine, da una velata melanconia, dal desiderio di straniamento dal mondo in un estatico rapimento in luoghi solitari al cospetto della Natura incontaminata: Ich bin der Welt abhanden gekommen… Sono scivolato via dalle mani del mondo, e non mi importa se mi considera morto… Io sono davvero morto al tumulto del mondo e riposo in un angolo silenzioso! Vivo solitario nel mio cielo, nel mio amore, nel mio canto…”.
Si passa quindi ai russi, terreno di elezione di Polina Anikina con Nikolaj Rimskij-Korsakov (1844 – 1908): Sui campi gialli cala il silenzio. Una romanza dall’andamento dolce, ma intriso di amari rimpianti per non avere a suo tempo saputo e voluto dire all’amata o all’amato parole gentili, ma soltanto rimproveri, una riflessione e un pentimento forse tardivo in paesaggio dai colori caldi, ma in cui ora tutto è sbiadito e calato nell’aria ormai fredda dell’autunno.
Quindi due liriche di Sergej Rachmaninov (1875-1944), la prima delle quali - Qui è bello – è un breve brano dall’incedere intenso e avvolgente in un contesto naturalistico di grande forza evocativa, pieno di colori e di nuvole biancheggianti. È una Natura che si ammanta di silenzio e di infinito, che ti avvicinano a Dio, al cui cospetto esiste solo l’Amore vissuto con sognante e totalizzante intensità. La seconda lirica del grande compositore e pianista russo è Sogno. Un brano che reca tra la prima e la seconda strofa un interludio pianistico e infine una coda dal fascino rapinoso che fanno da corona a un canto innervato da accenti drammatici, intrisi di rimpianto per una patria e un amore che erano appunto soltanto un sogno irrealizzato.
La prima parte del concerto si chiude con la romanza Il giorno regna sovrano, un appassionato inno d’amore degno, per scrittura vocale e pianistica, del miglior Ciaikovskij (1840 – 1893), al quale il testo poetico mette letteralmente le ali ai piedi facendo emergere la più incondizionata e univoca passionalità ricca di accenti drammatici a testimonianza di una esistenza tormentata e infelice.
La seconda parte del concerto è tutta operistica e si apre ancora con Pëtr Il'ič Ciaikovskij: da Evgenij Onegin (1879) l’aria che delinea il carattere sbarazzino, pragmatico e spensierato di Olga, una ragazza che vuole vivere alla giornata. Ciò che la rende tanto diversa e lontana, per indole, sia dalla sorella Tatjana, ingenua ma anche coraggiosa sognatrice, sia da Lenskij, lo sfortunato fidanzato di Olga dalla crepuscolare e febbrile ipersensibilità.
A questo brano, l’unico in controtendenza rispetto al clima della prima parte del recital, fa seguito l’aria di Charlotte dal Werther (1892) di Jules Massenet (1842 – 1912) Va! Laisse couler mes larmes, dagli accenti intensi e commossi di una ragazza irrimediabilmente e febbrilmente innamorata di Werther, ma anche animata di una inossidabile fedeltà a un marito che ella non ama, ma dal quale è amata e rispettata.
Quindi, il trionfo della seduzione in musica con l’aria di Dalila Mon coeur s'ouvre a ta voix dall’opera Samson et Dalila (1877) di Camille Saint-Saëns (1835 -1921), un brano irresistibile e dall’afflato melodico senza pari, il cui clima avvolgente, intensamente erotico e incantatore rende del tutto realistica la scena della seduzione perpetrata ai danni di Samson, al punto che ogni spettatore ne sarebbe irretito ad onta del rischio mortale di cui è foriero il canto di Dalila, un canto talmente persuasivo da fare credere che la stessa Dalila dal fascino luciferino, sia effettivamente innamorata di colui che ella sta trascinando nel baratro.
A stemperare il clima di lussurioso orientalismo di Saint-Saëns ci pensa Rossini col cammeo di Une caresse à ma femme dai Péchés de Vieillesse, un breve brano per pianoforte solo dall’intimo lirismo e di disincantata ironia in cui, dalla carezza iniziale, si passa nella parte centrale ad un acceso litigio tra i due amanti, per poi tornare alla serenità iniziale. Entra quindi in campo con simpatica prepotenza l’Isabella de L'italiana in Algeri (Venezia, 1813) con Cruda sorte, la cavatina che si conclude con salaci quanto scoperti sottintesi che collegano il brano al clima libertino dell’appena trascorso secolo dei lumi. Si tratta di un Rossini ventunenne già in possesso di tutti i segreti del genere comico, ma che appena tre mesi prima aveva trionfato anche nel genere serio, sempre a Venezia, col suo Tancredi a riprova di un genio tra i più grandi di ogni tempo.
Le due famosissime arie tratte da Carmen (1875) di G. Bizet (1838 -1875) – la Seguidilla e l’Habanera - concludono come meglio non si potrebbe un recital di altissimo livello artistico e di grande godibilità e che in tutta la prima parte ha il pregio di proporre ciò che il pubblico “non sa di volere” e che resterà, ci auguriamo, scolpito nella sua memoria insieme alle due giovani e talentuose artiste oggi protagoniste di questo recital estivo ma affatto “vacanziero”.
(Stefano Gottin)