Concerti

Anastasia Fioravanti, pianoforte

Info

  • Data
  • sabato 2 agosto 2025
  • Luogo e orario
  • Cortile di Palazzo Gradari
    Via G. Rossini 26, Pesaro


    Ore 21.30

  • Programma
  • F. Poulenc
    Huit Nocturnes


    F. Mendelssohn-Bartholdy
    Fantasia in Fa diesis minore, Op. 28


    G. Fauré
    Nocturnes Op. 33, nn. 1 e 2


    F. Chopin
    Andante spianato e Grande Polacca brillante, Op. 22

  • Biglietti
  • Ingresso gratuito
    fino ad esaurimento posti
    (prelazione soci WKO)

Nei secoli si è spesso dibattuto se la musica dovesse essere un’arte astratta o concreta, armonia assoluta o racconto. Il fatto che un brano delinei una narrazione o un’immagine svilisce la musica o la arricchisce? Il suono necessita di un elemento extramusicale a cui associarsi per farsi musica? Il quesito diventa via via più capzioso fino alla sua riformulazione retorica: “La sola musica non basta?”.

A questa domanda Francis Poulenc risponde con un energico NO. Forse per la sua appartenenza alla generazione perduta come ragazzo del ‘99, forse per la sua indole provocatoria, il compositore francese ha sempre deriso l’idealizzazione della musica. Laddove gli ambienti accademici prediligevano grandi teatri e istituzioni, Poulenc preferiva cabaret, circhi, café chantant. Gli otto Notturni attingono dal suo repertorio di fantasie e immagini vissute, rappresentate con una ingenuità quasi infantile, un ballo fantasma, le campane di Malines, giovani ragazze che danzano.

Altre immagini popolavano la memoria di Felix Mendelssohn nel 1833, nel comporre la Fantasia in fa# minore, anche nota come “Sonata Scozzese”. Sono trascorsi quattro anni dal suo viaggio in Scozia, un’esperienza che ha lasciato un’impronta profonda e duratura sul compositore. Le sue impressioni dei paesaggi aspri, le antiche rovine avvolte nella nebbia, i laghi e le scogliere battute dal vento emergono come vivide immagini sonore. La Fantasia non è solo un’opera pianistica, ma un racconto fatto di scene evocate, di atmosfere mutevoli che riproducono il senso di sublime romantico riscoperto nelle terre scozzesi, con i loro contrasti tra quiete e tempesta, solitudine e vastità.

Il dato introspettivo e autobiografico della Fantasia caratterizza a sua volta i Notturni op. 33, composti tra il 1875 e il 1883 da un giovane Gabriel Fauré, impegnato a costruire la propria identità musicale lontano dalle influenze dominanti del Romanticismo tedesco. I notturni riflettono profondamente le sue vicende personali, in particolare la delusione amorosa per la rottura con Marianne Viardot. Questi brani mostrano un linguaggio musicale che va allontanandosi dal dramma romantico, che esprime un’introspezione emotiva più rivolta al languore fin de siècle che non alla passionalità della prima generazione romantica.

Nel 1830 Fryderyk Chopin incarna in toto la passionalità della prima generazione romantica, l’Andante Spianato e Grande Polacca Brillante rappresenta appieno un’idea di musica che si fa veicolo di un messaggio più ampio, linguaggio universale. In un periodo di forti tensioni politiche e nazionali, queste pagine pianistiche riflettono l’anelito di autodeterminazione dei popoli, del popolo polacco oppresso dal dominio dell’Impero russo. Il compositore ventenne trasforma il virtuosismo pianistico in una narrazione appassionata, un canto di lotta e di aspirazioni universali.